Stamattina in Senato Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Zoomafia LAV e Geovani Ciconte, Ufficio Rapporti istituzionali di LAV, hanno consegnato la petizione con la quale circa 29mila cittadini chiedono l’approvazione di una specifica legge che contrasti le corse clandestine di cavalli. Le corse clandestine di cavalli, come documentato dal Rapporto Zoomafia LAV, oltre a ledere il benessere e la sicurezza dei cavalli, integrano una delle più eclatanti manifestazioni del prestigio criminale e del controllo mafioso del territorio, attraverso l’occupazione e lo sbarramento delle strade pubbliche e l’impegno di uomini e mezzi. Eventi criminali che coinvolgono decine di persone e che realizzano un vero e proprio rito collettivo di esaltazione dell’illegalità che trova ampia risonanza sui social media.
La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su altri illeciti ambientali e agroalimentari che, tra i suoi compiti stabiliti dalla legge vi è quello di indagare sulle attività illecite legate al fenomeno delle cosiddette zoomafie e verificare la corretta applicazione del titolo IX-bis del libro secondo del codice penale, nella sua Relazione relativa al filone d’indagine sulle zoomafie ha approfondito il tema delle corse clandestine di cavalli e ha delineato proposte volte a rafforzare l’azione dello Stato e delle istituzioni.
Nella petizione – indirizzata al Ministro della Giustizia, On. Carlo Nordio, e anche al Sen. Ignazio La Russa, Presidente del Senato della Repubblica, all’On. Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei Deputati, e ai Capigruppo della Commissione Giustizia del Senato e della Camera – si chiede al Governo e al Parlamento di tradurre in legge le proposte avanzate dalla Commissione Parlamentare di inchiesta nella sua Relazione.
Si tratta di proposte volte a rafforzare l’azione dello Stato e delle istituzioni, quali il potenziamento del quadro normativo e l’inasprimento delle pene, l’adozione di nuovi strumenti investigativi e di prevenzione e nuove misure amministrative e patrimoniali:
- punizione per chi promuove in modo reiterato e organizzato le corse clandestine. In questo modo viene riconosciuta la natura strutturata e lucrativa del fenomeno e viene consentito l’utilizzo di strumenti investigativi più incisivi, come le intercettazioni telefoniche e ambientali;
- l’utilizzo di agenti sotto copertura per le operazioni di polizia. Attualmente la polizia giudiziaria non può ricorrere ad uno strumento investigativo così utile poiché la normativa vigente non lo consente.
- l’aumento delle pene per gli organizzatori delle gare clandestine
- Sanzioni penali per chi diffonde in rete video relativi ai maltrattamenti di animali, anche se non è l’autore degli stessi
- L’istituzione di centri «protetti» di recupero per i cavalli sequestrati
- La distruzione delle stalle abusive dei cavalli coinvolti
- La costruzione di una Banca dati interforze sui reati contro gli animali
- Formazione specialistica interforze
Nelle corse clandestine il maltrattamento degli animali è una costante: frustate, detenzione in ambienti insalubri, sottoposizione a somministrazioni di sostanze farmacologiche vietate, corsa su piste non idonee e in condizioni di stress. «Si tratta di provvedimenti necessari perché il contrasto alle corse clandestine di cavalli richiede un impegno coordinato e una visione strategica ed è necessario agire sulla prevenzione, rafforzare gli strumenti investigativi, inasprire le pene, colpire le infrastrutture criminali per smantellare le radici profonde di un fenomeno che lede non solo la legalità, ma soprattutto l’etica e il benessere degli animali» ha concluso Ciro Troiano.
Se a tutto ciò, insieme alle 29mila firme e alla volontà politica uniamo anche un po’ di sana promozione per una cultura della legalità e per il rapporto sano con gli animali potremmo anche farcela…
Fonte: comunicato stampa
























